Oltre il design, il fascino della meccanica dell’orologio

Rimaniamo impressionati soprattutto dal design ma la meccanica di un orologio è a dir poco strabiliante. Non vogliamo soffermarci sulla storia dell’orologio, ma ci piace ricordare cosa avviene in quella piccola cassa che portiamo al polso ogni giorno.

L’energia per il funzionamento dell’orologio meccanico viene data da un peso o da una molla; è questa a mettere in movimento l’orologio. La molla può essere costruita in acciaio o in lega è avvolta strettamente attorno ad un contenitore denominato Bariletto. La cessione dell’energia elastica avviene in modo controllato e commisurato alle diverse parti dell’orologio. Al controllo e distribuzione dell’energia viene incaricato un meccanismo di distribuzione che prende il nome di scappamento.
Nel corso degli anni si sono succedute diverse modifiche a questo tipo di meccanismo.
Lo scappamento ha al duplice compito di controllare la forza motrice e di trasmetterla al meccanismo regolatore rappresentato dal bilanciere e dall’àncora.
E’ costituito da una ruota dentata che viene liberata è arrestata da una specie di gancio denominato àncora libera di oscillare.
Ma cosa fanno lo scappamento e l’àncora presenti nel meccanismo dell’orologio da polso? Trasformano il moto oscillatorio in uno continuo di rotazione.
All’invenzione dello scappamento e alle sue successive e molteplici modifiche sono legati nomi prestigiosi non solo dell’orologeria ma anche della scienza. Ci lavorarono nome prestigiosi come Leonardo da Vinci e Galileo, tanto per dirne due.

Ci sono principalmente tre tipologie di scappamento: a rinculo, a riposo e libero.
Il primo è costituito da una ruota dentata sovrastata da un àncora rovesciata ed è presente negli orologi a pendolo.
Il secondo si differenzia da quello a rinculo per il numero e la forma dei denti della ruota.
L’ultimo, lo scappamento ad àncora libero, è quello che viene impiegato negli orologi da polso.



La ragione del suo successo sta nella giunta all’àncora di una leva terminante a forcella: quest’ultima agisce su degli elementi posti sull’asse del bilanciere a cui trasmette l’impulso ricevuto dall’àncora lasciando libero il bilanciere di oscillare.
Il bilanciere è la componente più importante che rende un orologio preciso poichè le sue oscillazioni devono essere il più possibile uguali tra loro. Questo viene raggiunto solo se al bilanciere viene accoppiata una spirale di forma e lunghezza variabile.
Le spirali possono essere di due tipi: piatta e alla Breguét; quest’ultima è diversa poichè ha l’ultima spirale leggermente incurvata e sovraelevata rispetto alle altre.
E’ possibile modificare la lunghezza della spirale tramite una piccola leva montata sul ponte del bilanciere: allungando la spirale l’orologio anticipa, mentre accorciandola ritarda.

Come funziona un orologio da polso

Per riassumere brevemente, la molla dell’orologio avvolta intorno al bariletto si srotola lentamente grazie allo scappamento; la sua energia viene ridotta mediante una serie di ruote dentate che trasferiscono l’impulso dello scappamento all’àncora che mette in oscillazione il bilanciere: dopo un’alternanza, la spirale richiama il bilanciere che permette all’àncora di ritornare alla posizione di partenza liberando di nuove la ruota di scappamento che, nel frattempo, era rimasta ferma.
Il moto da continuo diviene intermittente. Il famoso “tic tac” che noi sentiamo avvicinandoci all’orologio è quindi dovuto al movimento oscillante dell’àncora.